Cosa ci fa un bergamasco DOC nella terra della 'Nduja e della Cipolla rossa di Tropea? Scopritelo leggendo l'intervista a Dario Marco Bettoni - Mediterranean Hospitality
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Cosa ci fa un bergamasco DOC nella terra della ‘Nduja e della Cipolla rossa di Tropea? Scopritelo leggendo l’intervista a Dario Marco Bettoni

Cosa ci fa un bergamasco DOC nella terra della ‘Nduja e della Cipolla rossa di Tropea? Scopritelo leggendo l’intervista a Dario Marco Bettoni

Quattro domande a Dario Bettoni, Corporate Executive Chef di Mediterranean Hospitality Management & Consulting.

Raccontaci di te…

Sono originario di Romano di Lombardia (BG), classe’ 73.  Mi sono diplomato presso l’Istituto Professionale Alberghiero di San Pellegrino Terme (BG). Nel 1988 ho partecipato alla selezione italiana per rappresentare l’Italia al Bocuse D’Or a Lion classificandomi secondo. Nel 2000 divento chef al 10 Corso Como Cafè delle sorelle Sozzani, locale innovativo e trend setter che ancora oggi è un caso di scuola, lì mi avvicino alla cucina fusion. Nel 2001 vengo chiamato dal Forte Village Resort per gestire il ristorante Is Arenas,  che viene insignito del premio Five Star Diamond Award da The American Accademy of Hospitality Sciences. Dopo un periodo come Chef e patron del Montecatini Fusion torno nella città meneghina nel 2008  al Milan Mariott Hotel. Nel 2011 il primo incontro con la Calabria, dove divento Executive Chef al Capovaticano Resort Thalasso SPA. Nel 2015 mi chiama Gianfranco Vissani, che non ha bisogno di presentazioni, per l’Altro Vissani Todi.  Dopo un breve tempo trascorso a Parigi, rientro in Italia alla guida della brigata di cucina di Masseria della Volpe, luxury eco-resort pluripremiato e conosciuto a livello internazionale.

Come sei arrivato alla Mediterranean Hospitality Management & Consulting?

Come dicevo sopra, avevo già lavorato per una delle strutture ora in portfolio del gruppo una decina di anni fa, avendo modo di farmi conoscere per la mia professionalità e per il mio importante background lavorativo.

A fine 2019 ricevo una chiamata dal CEO della nuova società di gestione, Luca Giuliano, che insieme a Iconio Bagnato (ora Cluster General Manager ndr), mi presenta il suo ambizioso progetto. Da subito mi appassiono e raccolgo la loro sfida con l’ambizione di poter migliorare e portare le strutture del gruppo nell’eccellenza della ristorazione alberghiera.

Assumo quindi il ruolo di Corporate Executive Chef, con l’obiettivo di gestire e riorganizzare le cucine delle quattro strutture ricettive tra Tropea e Capovaticano: Capovaticano Resort Thalasso Spa, Baia del Sole Resort, Villa Paola e La Dolce Vita a Tropea.

La tua scommessa per il 2021?

Creare un’offerta ristorativa di eccellenza a Villa Paola. Un luogo straordinario non può che avere una ristorazione altrettanto esclusiva e di alta qualità, come richiesto dagli ospiti dell’albergo, una clientela raffinata, internazionale, esigente. Per Villa Paola sto lavorando a un vero fine dining di ricerca e  riscoperta delle materie prime organiche antiche, prive di modificazioni genetiche, che siano opera della stessa  natura. Riscoperta di gusto, sapore e profumi da piccoli produttori che con passione ed orgoglio creano dalla terra. I valori alla base di questa filosofia: rispetto della materia e dell’eco-sostenibilità, vero fil rouge che lega tutti i progetti Mediterranean Hospitality Management & Consulting. Sono certo che una proposta originale di questo tipo potrà affascinare gli ospiti dei nostri hotel e al tempo stesso non lascerà indifferenti i local e i tanti turisti che durante la bella stagione e non solo affollano Tropea e sono alla ricerca di esperienze uniche e autentiche.

Il tuo luogo del cuore in Calabria?

Il Belvedere Ai Cannoni di Capo Vaticano, uno degli affacci più scenografici sul mare, dove scappo insieme a Wanda e Bea, le mie inseparabili cucciole di dogue de bordeaux, nei rari momenti liberi da lavoro.

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